Tu chiamala se vuoi Realizzazione

La mia strada è proprio questa, si , Realizzazione personale.

Ho iniziato nel 1986, quando ho dovuto prendere in considerazione di affrontare le mie problematiche personali. E ti assicuro che non erano poche, anzi, come del resto le hanno tutti. Solo che io non ho messo la testa sotto la sabbia, o meglio relegato nel subconscio tutto ciò che si presentava con strategie dell’ego.

Anzi tutto ciò che si presentava con una gran forza, l’ho affrontato. Un esempio. Se si presentava rabbia per me non era la classica rabbia, ma super rabbia, così la paura, la frustrazione, la gioia. Detto questo, mettiamo da parte la situazione personale e iniziamo a vedere di capirci qualcosa rispetto questa santa benedetta Realizzazione Personale.

Il termine dice tutto, e noi siamo bravi a interpretare secondo gli schemi appresi con la logica educativa della competizione e del successo.

Si apre uno spiraglio nel cercare di comprendere il termine Realizzazione, quando ci si mette in causa in prima persona e ci si chiede “Che cosa voglio realizzare?” In tal caso il vuoto completo. La mente si chiude e non si riesce ad immaginare nulla, tranne che le poche immagini che provengono da subconscio in cui sono stati introiettati tutti gli schemi trasmessi dai film, dalla cultura e dalla società.

Immagini che hanno a che fare con qualcosa di straordinario, una vita entusiasmante, ricca di denaro, donne belle, una famiglia da “Il mulino bianco” o ci si vede come eroe metropolitano, per cui il successo è assicurato.

Tutta una finzione. Ma cos’è allora la realizzazione?

A mio avviso si può dare una definizione di realizzazione, solo prendendo come riferimento i canoni a cui ci sottoponiamo. Quindi si potrebbe dire: essere soddisfatti, entusiasti in tutti gli ambiti della propria vita. Per cui famiglia, finanze, amici, amore, lavoro, spiritualità, svago.

Ovviamente questo può valere per noi occidentali, e neanche al 100%, in quanto la considero una definizione approssimativa, perché non è detto che una persona realizzata abbia per forza una famiglia, o amici o gli interessa l’aspetto spirituale. Ad es. Mauro Morandi custode dell’isola di Budelli in Sardegna, ha parlato di essere soddisfatto della vita che fa sul’isola, infatti combatte per non essere sfrattato dal’ordinanza del Ministro dell’Ambiente.

Lui vive solo a contatto con la natura e pure è soddisfatto si potrebbe dire che si sente realizzato nel fare quella vita, la quale non rientra nei canoni della definizione approssimativa che ho citato.

Allora come possiamo fare per identificare qualcosa che ci aiuti a comprendere qualcosa quando si parla di Realizzazione Personale?

Partiamo dal’analisi sulla quale sto facendo delle ricerche, che mi hanno portato anche a strutturare un programma online da seguire per riconoscere le proprie potenzialità personali.

Come prima cosa parto dal considerare che l’uomo è un essere biologico, ed in quanto tale è sottoposto a leggi biologiche. Inoltre è un essere mentale, per cui è sottoposto ad un insieme di leggi che appartengono alla mente. Inoltre è un essere che possiede un anima, per cui anche qui è sottoposto ad un insieme di leggi che appartengono al mondo dell’anima.

Inoltre ho considerato che questi tre esseri: biologico, mentale e dell’anima, non sono separati l’uno dal’altro e quindi come conseguenza, l’uomo è sottoposto ad un insieme di leggi che appartengono a tre ambiti diversi e che si uniscono nel’unico formato possibile che sono le leggi dell’universo.

Le parti messe in evidenza non sono separate, per cui si crea un universo dove il tutto è qualcosa di più della somma delle singole parti, ed ogni parte presa separatamente, ha caratteristiche diverse da tutte le altre e dalla somma di tutte e tre.

Si potrebbe parlare di Universo umano, il quale non è separato dal’ambiente, anche se questo ci hanno fatto credere.

Fatte queste considerazioni come si può giungere ad una definizione precisa di Realizzazione Personale?

Queste ovviamente sono speculazioni filosofiche che a qualcuno interessano ed a altri no.

Allora per farmi comprendere meglio, vorrei passare al lato pratico della vita partendo dalla domanda: cosa posso fare per realizzarmi?

In questo caso si considera la Realizzazione Personale come uno stato da raggiungere, e qui sorgono i problemi.

Sono stati compiuti molte ricerche sulla realizzazione a partire da Maslow e poi di conseguenza Perls con il suo approccio Gestaltico, Seligman con le sue ricerche sul nuovo concetto di felicità che ha scardinato completamente tutti i punti saldi della psicologia comportamentista.

A questo punto voglio citare una definizione di Auto-realizzazione creata da Maslow:

possiamo definirlo come un episodio, o uno scatto nel quale i poteri della persona si raccolgono in modo particolarmente efficiente e intensamente godibile, e nei quali la persona stessa è più integrata e meno frantumata, più aperta al’esperienza, più specificamente individuale, più perfettamente espressiva o spontanea o pienamente funzionante, più creativa, più ricca di umorismo, più facile a trascendere l’io, più indipendente dai suoi bisogni inferiori, e così via. La persona diviene, durante tali episodi, più autentica rispetto a se stessa, attua in modo più perfetto le proprie potenzialità, è più vicina al nucleo del suo Essere e più intimamente umana.”

Per me è molto precisa come definizione. Come viene messo in evidenza è un “momento o scatto”, quindi abbiamo verificato che non è uno stato.

Dal mio punto di vista sono giunto ad una conclusione. Direi che la Realizzazione personale è un processo, dal quale prescinde il raggiungimento di qualcosa. Che cosa porta la persona alla propria Realizzazione Personale?

Come messo in evidenza da Maslow, è riuscire a mettere in atto le proprie potenzialità personali, in modo da divenire più intima al nucleo del suo essere.

La domanda successiva sorge spontanea. Come può una persona entrare in contatto con le proprie Potenzialità Personali?

Prima cosa bisognerebbe riuscire a comprendere che cosa sia una potenzialità. E questo è un aspetto che affronto nel programma ideato online, per cui si impara a riconoscere le proprie potenzialità e poi coltivarle quotidianamente.

Per concludere il discorso sono giunto alla conclusione il processo della realizzazione personale, si attiva con il riconoscimento delle proprie potenzialità e la prassi.

Un po’ come andare in bicicletta. Se pedali stai in equilibrio. Se stai fermo caschi dalla bicicletta.

Quindi se si vuole iniziare la via verso al realizzazione personale, bisogna agire e rendersi consapevole che tutti possono realizzarsi nel movimento, nel’azione, attraverso la quale si raggiunge un equilibrio. L’azione consiste, come prima cosa entrare in contatto con le proprie potenzialità personali e poi coltivarle con l’azione ogni giorno. 

Per saperne guarda il video training gratuito qui

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