Il Risveglio della Coscienza

Questo è un argomento non semplice da affrontare e soprattutto cerco di utilizzare parole che aiutino il lettore a comprendere bene il fenomeno del risveglio della coscienza.

Come introduzione al tema, vorrei indurti a leggere questo breve brano estratto del libro di Kurt Wright, politico Repubblicano che ha scritto un libro interessante dal titolo “Breaking the Rules” (Rompere le regole):

Non vi siete mai accorti quanto sia facile ripensare ad eventi che risalgono a uni o ad alcuni anni fa e coglierne la perfezione? In molti casi, ciò si verifica addirittura in situazioni che all’epoca sembravano tragiche, terribili o persino devastanti. Ora, se a distanza di un anno è possibile cogliere la perfezione di questi fatti, non ha forse senso ritenere che la perfezione sia presente anche nel momento stesso in cui accadono?”

Hai mai pensato a una cosa del genere?

Beh, questo è un aspetto del Risveglio della coscienza, cioè cogliere istantaneamente il significato intrinseco dell’avvenimento.

Ovviamente, ciò non esclude che il risvegliato, possa anche non comprendere sul momento l’accaduto.

Fatta questa premessa vorrei entrare nel vivo dell’argomento, il quale può sembrare da un neofita solo una fantasia o cose da scrittori. Mentre invece vi sono anni di studi sul fenomeno del Risveglio della coscienza o del fenomeno dell’Anima trattato in modo esemplare da vari studiosi come Hillman, Jung e chi ha colto sfumature dal punto di vista esoterico come Gurdjieff.

Il mio particolare approccio a tale argomento è ti tipo sperimentale e pratico. Inoltre cercherò di utilizzare termini molto semplici alla comprensione di chi si avvicina per la prima volta a un argomento del genere.

Cosa mi ha spinto a diventare un ricercatore indipendente?

Sono partito dalla mia lunga sofferenza in periodo post adolescenziale, cercando di uscirne attraverso il ricorso alle più sporadiche pratiche orientali e rimedi naturali.

Nel corso di tutti questi anni ho notato la manifestazione di un fenomeno ricorrente. Passare da stati di euforia, a stati di abbattimento.

Questo in chiave psichiatra verrebbe chiamato disturbo bipolare. Ma a me francamente, pur lavorando come educatore nel campo psichiatrico, non me ne frega un benedetto c……. delle loro teorie. Preferisco guardare alla pratica e all’esperienza.

Questo lo affermo non per senso di superiorità. Le teorie sono una cosa e la pratica è diversa. Inoltre se le teorie vengono fondate su assiomi che nascono da un paradigma medico centrato solo sulla farmacologia, la realtà invisibile non viene considerata.

Affermo questo anche non considerandomi il detentore della verità, solo che faccio affermazioni considerando le due facce della medaglia (Visibile e Invisibile)

Ho iniziato a fare un lavoro su di me in maniera quasi maniacale. Appena sveglio non pensavo ad altro.. E anche nei sogni non era da meno.

Quando ho iniziato a comprendere un aspetto fondamentale in questa via di trasmutazione. Cioè utilizzare un approccio umano nei miei confronti.

Questo significa che ho iniziato a provare compassione per le mie non riuscite, invece di flagellarmi o torturarmi con sensi di colpa.

Il lavoro sul Risveglio della Coscienza, non è come passeggiare all’aria aperta, in quanto spesso ci si ritrova a sentirsi soffocati dalla confusione creata da tutti gli introietti educativi (che definisco dis-educativi), assimilati nel corso degli anni.

Uno degli aspetti essenziali, che ho messo anche in evidenza con il brano scritto da Wright, è il rompere le regole.

Questo è qualcosa di molto intimo, non ha nulla a che fare con le regole esterne. Faccio riferimento a regole create sulla base del meccanismo automatizzato del proprio organismo.

Organismo inteso come entità costituita da corpo e psiche, ovvero una parte evidente o manifesta, e una parte nascosta o non visibile.

D’altra parte la vita stessa è composta da queste due parti (visibile e non visibile), come unità e non separate. Anche se la maggior parte degli umanoidi, ritiene che la vita sia solo ciò che si vede (errore maldestro che determina tutta la sofferenza esistente).

Con questa enunciazione, è stato posto il primo principio di base da considerare se vuoi iniziare un cammino del genere. Ovvero:

1- Avere la consapevolezza del non visibile

Questo principio va sperimentato in primis, quindi vengono dati esercizi per aprirsi a tale aspetto della vita e vengono date indicazioni e considerazioni anche teoriche.

Ok, mi sono reso conto, in modo sperimentale dell’esistenza di questa parte invisibile. E ora cosa faccio?

Questo potrebbe essere una domanda posta dal neofita.

Bisogna continuare a rompere le regole dettate dalla propria macchina biologica.

Fare questo, significa creare una nuova impostazione che si base su una dimensione verticale e non orizzontale.

Spiego meglio:

vivere in attesa di finire i propri studi, per poi trovare un lavoro e quindi sposarsi, e aspettare il fine settimana per andare a distrarsi con amici o stare in famiglia a divertirsi, per poi aspettare le vacanze estive per viaggiare e rilassarsi, dopo un anno di duro lavoro. Aspettare la pensione per affrancarsi dagli impegni di lavoro e della famiglia, per poi aspettare la morte per porre fine alla sofferenza creata da queste lunghe attese per raggiungere qualcosa che non si è mai raggiunto.

Questa non è vita mio caro/a lettore/lettrice.

Questo fenomeno della infinita attesa si chiama sofferenza e appartiene al mondo delle regole dettate dai propri introietti culturali/educativi.

Vivere in questo modo e generare pensieri negativi, aderenti a tale visione, significa vivere nella dimensione orizzontale. Tutto è appiattito dall’attesa. Da una dimensione che si basa sulla temporalità.

D’altra parte, dedicarsi alla propria coscienza, essere consapevole dell’invisibile e generare emozioni e pensieri superiori, significa vivere al di là dello spazio/tempo e assumere una dimensione verticale.

Si scende dentro di sé e poi si sale verso l’alto

Lavorare per il Risveglio della coscienza, significa capovolgere completamente la visione del mondo. Non più dall’esterno verso l’interno, ma al contrario. Dall’interno verso l’esterno.

Questo significa considerare che si è il costruttore della propria vita. Non più attribuire la responsabilità a qualcosa di esterno a sé.

Anche se con questa affermazione, chi legge, non possa essere in linea, la questione si presenta in questo modo.

La seconda regola appresa da rompere per creare il secondo principio di questo lavoro su di Sè è:

2- il mondo appare per quello che tu sei dentro

Questo è un principio alquanto stravolgente e soprattutto si fa fatica ad accettarlo.

Di solito mi sento dire “Allora sarei io la causa di tutto ciò che mi accade?

Beh, in effetti non è proprio così.

Qui bisogna rifarsi al primo principio (avere la consapevolezza del non visibile).

Ognuno di noi ha a che fare con il proprio inconscio, il quale guida la propria vita. Se tu desideri trovare un partner con cui condividere la vita, e dentro di te hai delle convinzioni o esperienze negative che hanno creato una sorte di irrigidimento psichico, anche se incontri qualcuno che possa essere il/la partner ideale, il proprio inconscio non te la fa vedere.

Ti passa innanzi ai tuoi occhi. Magari la conosci e non la riconosci come tale.

L’inconscio agisce per mettersi in linea con quello che tu vuoi realmente, non a livello razionale.

Un altro esempio è che tu desideri diventare ricco, ma dentro hai coltivato convinzioni nei confronti del denaro, che lo rifiuti.

Il non visibile è molto più potente della logica e razionalità.

Per ora mi fermo qui e proseguiamo nel prossimo post.

Intanto ti voglio sottolineare che ho avviato una nuova iniziativa per chi vuole approfondire questa tematica. Clicca qui e leggi

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