Il Pensiero del Cuore

Il pensiero del cuore è un argomento sul quale voglio fare chiarezza, in quanto è molto inflazionato nella cultura della pseudo-spiritualità. (Termine con il quale sto ad indicare tutto quel movimento distratto che vede l’andare in palestra per svolgere discipline olistiche, come fossero attività spirituali.)

Non voglio parlare del cuore come cervello a livello scientifico, in quanto non mi interessa. Fin troppi si interessano ad affrontare questo argomento attraverso la mente razionale formata dal bla bla bla continuo e accordato solo sulle note del capire.

A me questo non interessa, mentre invece quello che preme è parlare come rendersi conto che quando incontri una persona o fai qualche attività, lo fai con il pensiero del cuore, cioè pensare indistintamente senza lasciarsi coinvolgere dalla predominanza di sinapsi formate dalla ripetitività e razionalità. In seguito cerco di spiegare cosa significhi pensiero del cuore.

Intanto voglio mettere in evidenza come nella nostra cultura vi sia una predominanza del maschile, infatti anche le donne sono cresciute ed hanno appreso modi di fare maschili, come ad esempio l’arroganza, la sfida, programmare, distruggere, dominare ecc.

Maschile e femminile sono due forme di manifestazione dell’energia dell’essere umano. La differenza è sostanziale, in quanto l’energia maschile è una energia dinamica, centrifuga, che porta verso l’esterno. Mentre invece l’energia femminile porta verso il centro, come la forza di gravità, è una energia centripeta, è una forma di energia statica che compatta, che trattiene.

Questa differenza è evidente anche tra i paesi dell’occidente e quelli dell’oriente. Nel primo caso vige l’energia maschile, come ad esempio il voler esplorare e conquistare, dominare, avere potere.

Invece nel caso dei paesi orientali vi è capacità di stare, vivere la propria compassione, vivere la lentezza, assaporare, essere creativi.

Nella nostra cultura vige il predominio del mentale. Anche chi compie un lavoro su di sé, crede che nel leggere o partecipare a seminari, sia la via più diretta per compiere un buon lavoro su di sé. Solo che questo avviene tutto a livello mentale, in quanto la maggior parte di chi percorre questa via, nel quotidiano non sa essere compassionevole, non riesce ad amare il proprio nemico.

Lavorare per identificarsi con la propria anima, significa come prima cosa riconoscere i due propri lati: maschile e femminile per poi integrarli. Cosa significa questo?

Se riconosco il mio modo di essere arrogante, bisogna che lavori anche nel riconoscere la mia umiltà, semplicità e modestia. Infatti riconoscere una caratteristica, significa che si ha anche il contrario di tale caratteristica.

In generale come forma di energia, si possiedono entrambe, solo che attraverso la cultura, abbiamo appreso di essere uno o l’altro. Mentre invece come polarità le abbiamo entrambe. Un uomo possiede sia la parte maschile che femminile, lo stesso vale per la donna.

Integrare le due parti, significa entrare in contatto con la propria anima, la quale non ha identificazione sessuale, perché è una forma di energia che vibra senza identificazione, e quindi vibra solo sulla ottava alta.

Questo è importante capirlo attraverso la mente razionale, in un primo momento. Per poi lavorarci sopra e magari mettere in pratica la propria compassione di fronte a chi ci ruba il portafoglio o ci insulta.

Questo è il punto fondamentale del lavoro su di sé. Ho preso parte a diversi seminari, ho frequentato vari gruppi di spiritualità, e mi sono reso conto che tutto questo non basta, in quanto il vero lavoro si fa nella quotidianità, quando in mezzo al traffico qualcuno ti taglia la strada con arroganza. Quando si torna a casa e si trova la suocera a cena, la quale inizia a dare consigli su come crescere i propri figli. Quando i politici si mostrano ladri e menefreghisti nei confronti del proprio popolo che li ha eletti. Quando ci si sveglia al mattino e non si ha voglia di uscire di casa.

Insomma questo è il vero lavoro su di sé, fondato sulla propria osservazione, nel fare attenzione ai propri pensieri che si presentano, alle proprie emozioni che si vivono, ai propri comportamenti che si mettono in atto.

Esiste una frase di Gesù che sommariamente dice: “voi pensate di avere occhi per guardare ed orecchie per ascoltare”.

Questo “voi pensate” è discriminante, in quanto si può pensare di essere risvegliati. Magari se lo chiedi ad una persona, la risposta è palese e mentre risponde, magari ingrossa il petto o agita le braccia e a me scappa da ridere, nel vedere quanta inconsapevolezza vige in chi dice di essere consapevole. Rido perché vedo tenerezza nel chi sta rispondendo e non lo sa.

Quando parlo di pensiero del cuore, faccio riferimento alla capacità di riuscire a provare emozioni che vibrano ad un ottava alta, sono emozioni che nascono nel guardare un tramonto, sentire il profumo dei fiori, ascoltare musica che commuove, assaporare il gusto di una pesca, mentre sei nel traffico cittadino, senza lasciarsi condizionare dal rumore di sottofondo.

Da dove nasce il pensiero del cuore?

Quando si inizia un lavoro reale su di sé, si inizia ad entrare in contatto con i propri aspetti tenuti nel’ombra fino a quel momento. Si comincia a vedere la propria rabbia, l’arroganza, le varie paure, la prepotenza, il giudizio, la lamentela ecc. Si inizia a vedere chiaramente le proprie emozioni e pensieri negativi che si generano dalla propria personalità.

Questo è importante per il lavoro da compiere, cioè mettere alla luce i propri aspetti della personalità tenuti nascosti, nel’oscurità. Solo attraverso la messa in luce di tali aspetti si può iniziare un opera di trasformazione.

Prendiamo ad esempio l’arroganza. Un aspetto della personalità che nel mondo occidentale è presente quasi nella maggior parte delle persone, in quanto è parte della nostra cultura. Ovviamente vi sono varie gradazioni dell’arroganza, di quelle più evidenti e anche di quelle molto subdole, cioè più sottili. Ad esempio in autobus, pretendere che qualcuno ceda il posto urlando e mettendo in evidenza la propria vecchiaia, è una forma di arroganza molto evidente. Invece, senza dire nulla e mettersi al fianco della persona seduta ed iniziare a sbuffare è una forma di arroganza molto subdola.

In entrambe si agisce muovendosi dalla propria personalità.

  • Porsi domande sul senso della vita
  • Iniziare ad accedere ad emozioni superiori
  • Iniziare a comportarsi diversamente da come si comportava in matrix (credere di vivere in un mondo reale, mentre invece si sta vivendo in un mondo virtuale)
  • Identificarsi con la propria anima e quindi abolire definitivamente l’identificazione con la propria personalità.

Nel passato ho già fatto una distinzione tra coloro che agiscono muovendosi nella propria personalità e invece chi inizia a porsi delle domande su di sé o sul senso della vita, in quanto, questo significa mettersi in discussione e quindi poter iniziare un lavoro su di sé. Chi inizia un lavoro del genere inizia a provare qualcosa di nuovo, inizia a vedere la possibilità di una propria evoluzione che consiste nel:

Il pensiero del cuore è proprio la capacità di iniziare a pensare e sentire secondo i canoni della propria anima, per cui si è disidentificati da matrix, e si inizia a pensare in un modo diverso dalla massa.

Si inizia a pensare in modo individuale basato su frequenze alte, rappresentate dalla bellezza, dal’armonia, dalla luce che splende nel proprio cuore, dalla gioia di svegliarsi al mattino e vivere la giornata andando incontro al’inaspettato, come quando un bambino guarda per la prima volta qualcosa di nuovo. Significa ridere di fronte alle manifestazioni di matrix.

Significa camminare per strada e guardare qualcuno che non si conosce negli occhi e vedendo chi realmente è, non vederlo come si presenta, nella sua assunzione di ruolo, cioè nella sua personalità.

Il pensiero del cuore agisce con amore, non pretende e non attribuisce giudizi o critiche.

Spesso mi è capitato nel passato di osservarmi mentre mostravo la mia arroganza o la rabbia in modo veramente gratuito, poi ho iniziato a rendermi conto che nel momento in cui provavo rabbia o sentivo l’impulso di comportarmi in modo arrogante, c’era uno spazio di consapevolezza in cui potevo scegliere.

In quei momenti mi sono reso conto che avevo il potere di uscire da matrix: agire in modo reattivo e quindi acconsentire alla identificazione con la personalità, o scegliere di agire secondo il suggerimento della mia anima. Così se in una prima fase di lavoro mi osservavo solamente, poi ho acquisito la consapevolezza della scelta.

Pensare con il cuore, significa pensare attraverso la propria anima, scegliere di provare gioia e non lasciarsi condizionare dalla personalità.

Pensare con il cuore è un passo importante che non ho compiuto ancora del tutto, e che comunque mi sento di essere ad un buon punto e questo me ne rendo conto al mattino quando mi sveglio.

La prima cosa che faccio è ringraziare il padre di avermi dato questa possibilità e la sera quando vado a dormire, ringrazio per la giornata attraversata e prego affinché possa continuare ad avere la capacità di andare avanti in questo cammino.

Quando si inizia a pensare con il cuore, inizia a cambiare qualcosa nella propria vita, si inizia a provare leggerezza. I problemi che si presentano non assumono il peso di una zavorra che tira giù, anzi la zavorra viene liberata dal proprio modo di pensare e sentire.

In questo caso voglio utilizzare una metafora che una persona che ascolto da poco tempo e mi ha consigliato di tenerne presente: la mongolfiera per salire su nel cielo, ha bisogno di buttare la zavorra che ha. Così anche l’essere umano per volare nel cielo, ha bisogno di abbandonare i propri pesi rappresentati dai problemi che nascono dal’identificazione con la propria personalità.

Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda”. Luca 6, 43-46

Inoltrati nel proprio mondo interiore e ascolta il potere che è in te. Impara a riconoscere le proprie potenzialità latenti e impara a coltivarle ogni giorno. Attraverso il riconoscimento di queste potenzialità puoi avere accesso alla Fora, il Coraggio, la Visione, la Chiarezza e tutto ciò che ti occorre per costruire una vita che possa soddisfare la propria natura umana. Iscrivi alla lista e ricevi tutte le informazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *