Dipendenza socio-culturale e stato di Flusso

La può grossa dipendenza che induce a divenire dipendente da sostanze (vedi alcool, droghe e cibo), da comportamenti ripetitivi, come può essere lo shopping, stare spesso al cellulare per scambiare messaggi e like, è una forma di dipendenza che agisce in modo nascosto, sottile, velata.

Questa è la dipendenza dagli schemi indotti dalla società e cultura.

Quando si insegue una felicità o status che non si raggiungeranno mai, solo l’atto dell’inseguirli, sembra rendere tutto apparentemente vitale, mentre invece si sta venendo meno al proprio potenziale e si fa il gioco del potere altrui. In questo caso gli schemi sociali e culturali introiettati fin dal’infanzia.

Considera l’immagine di confinare la propria vita al’interno di un quadrato immaginario, costruito per limitare l’essere umano.

Ancor meglio mi piace fare la metafora della casa. Immagina un uomo Pinko che vive in un appartamento con dieci stanze, solo che gli hanno detto che lui può vivere solo al’interno della cucina ed altre due stanze, in quanto le altre sono chiuse e non si può accedere.

Pinko accetta questo stato e si limita a vivere negli spazi assegnati.

Un giorno arriva qualcuno, lo chiamo Pallino, il quale si rende conto della situazione e chiede a Pinko perché si limita a vivere in due stanze, quando la casa ne hai dieci.

Pinko risponde che così gli è stato insegnato fin da piccolo e quindi non si è mai posta la possibilità di fare altrimenti.

Questa metafora sta a indicare che la casa è il potenziale umano e pinko è colui che vive dipendete dagli schemi introiettati, da cui derivano anestesia emozionale, fare riferimento solo al proprio ego, vivere una vita schizofrenica, cioè frantumata allontanandosi dal proprio Essere.

Una forma di dipendenza che non è visibile apparentemente, mentre invece gli effetti sono visibili:

  • malattie psico-fisiche
  • varie forme di dipendenza
  • aggressività gratuita
  • narcisismo
  • accrescimento dell’ego

Aprirsi alla consapevolezza della dipendenza dagli introietti socio-culturali, significa fare un passo che comporta dei sacrifici, nel vero significato del termine.

L’etimologia del termine sacrificio è molto interessante, infatti essa è riconducibile all’unione dell’aggettivo “sacer” e del verbo “facio“, che significano letteralmente “rendere sacro“.

Nel caso della dipendenza, significa rendere sacro il non coltivare l’ego e aprirsi verso la propria dimensione dell’Essere.

Sorge spontanea la domanda: cosa significa dimensione dell’Essere?

Questa dimensione non ha nulla a che vedere con la personalità strutturatasi durante il periodo dell’infanzia, cioè quella struttura tridimensionale formata da corpo mentale, corpo fisico e corpo emozionale.

Nella personalità questi tre corpi agiscono in modo scisso uno dall’altro, anche se hanno delle influenze reciproche. Non agiscono in armoni tra di loro.

Ad esempio il corpo emozionale può modificare il corpo fisico. Solitamente questo si vede nella postura che si assume durante la giornata. Il corpo mentale, di cui fanno parte i pensieri, possono influenzare il corpo emozionale.

La dimensione dell’Essere non ha a che fare con questa strutturazione della personalità.

Solo che per essere riconosciuta, bisogna agire proprio tramite la personalità.

Ad es. riuscire a fare certi esercizi nel quotidiano, implica l’attivazione consapevole dei tre corpi, svincolando l’azione di questi dalla reattività, quindi risulta utile per entrare in uno stato diverso, fare esperienza del proprio Essere.

I tre corpi messi in evidenza (fisico, mentale ed emozionale), sono il risultato di tutti gli schemi trasmessi dalla società e cultura. Come se fossimo dei recipienti colmi.

A questo proposito c’è una storia zen in cui uno studioso universitario si rivolge ad un maestro di meditazione per capire cosa sia l’illuminazione.

Il maestro accoglie lo studioso e gli offre una tazza di the e nel momento in cui versa il the nella tazza, fa traboccare tutto il liquido. Lo studioso gli chiede cosa stia facendo e il maestro risponde che quella tazza è come la sua mente, per cui se vuole comprendere cosa sia l’illuminazione, deve prima svuotare la propria mente, altrimenti si riempie e trabocca di concetti senza comprendere nulla.

Per cambiare direzione, nel proprio progresso evolutivo come essere umano, bisogna come prima cosa rendersi conto di tale dipendenza non visibile, per poi scegliere di uscirne.

Questo comporta attivare un processo non semplice da seguire.

Quando un sistema o un metodo risulta essere facile o viene proposto come sistema di scorciatoia, bisogna sempre diffidarne.

Questo ambito di lavoro prevede impegno, costanza e determinazione. Non si può avere lo stesso atteggiamento che viene utilizzato oggi nei confronti delle attività da palestra (qualche volta si va, poi si smette, poi si riprende).

Focalizzarsi sul lavoro per entrare in contatto con il proprio Essere, è una forma di decisione presa seriamente, attraverso la quale la vita inizia a trasformarsi e si acquisisce una consapevolezza del processo in cui si è inseriti.

L’attitudine da tenere è quella che utilizzano gli sportivi o gli esperti di meditazione. Bisogna apprendere e imparare come accendere e coltivare il proprio stato di flusso.

In questo stato si viene a creare una condizione in cui si accede al proprio potenziale interiore, o si può agire anche all’incontrario, cioè entrare in contatto con il proprio potenziale interiore, coltivarlo e quindi attivare lo stato di flusso.

Che cos’è questo stato di flusso?

E’ uno stato in cui non vi è separazione dentro di sé, si entra in contatto con il proprio vero Sé. Tutto inizia a muoversi seguendo un itinerario interiore in armonia con le condizioni esterne. Si entra in uno stato di congruenza tra pensieri, emozioni ed azione a cui susseguono risultati.

Non è magia ne fantascienza, solo che nel’entrare in contatto con quelle che sono le proprie potenzialità, tutto inizia a prendere forma secondo il muoversi nel tutto, senza separazione.

Tale stato è generato da coloro che fanno sport agonistico. A parte la preparazione a cui si sottopongono, nel momento della gara, lo sportivo diviene tutto uno con la propria dimensione interiore dell’Essere, e entra in stato di Peack Experience come le chiama Maslow. Uno stato di picco all’interno del quale tutto il potenziale umano si manifesta.

Il percorso quindi per passare da uno stato di dipendenza socio-culturale, ad una condizione dove si attiva il proprio stato di flusso, comporta tre passaggi fondamentali:

  • Consapevolezza
  • Decisione
  • Lavoro su di sé

Puoi avere qualsiasi età o fare qualsiasi cosa nella vita e puoi dare inizio al tuo cammino per riconoscere e uscire dal proprio stato di dipendenza socio-culturale.

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