Empatia. La risorsa principale dell’essere umano

Empatia deriva dal greco “εμπαθεία” (empatéia, a sua volta composta da en-, “dentro”, e pathos, “sofferenza o sentimento”), che veniva usata per indicare il rapporto emozionale di partecipazione che legava l’autore-cantore al suo pubblico.

Una capacità del genere la ritroviamo anche nel mondo animale.

Quindi non è attribuibile a qualche super potere utilizzato dagli uomini.

Anzi attualmente l’empatia è più di frequente utilizzata nel mondo animale che non quello dell’essere umano.

Perché questo?

Basta allargare un poco la visione e rendersi conto che bisogna guardare secondo un ottica che va dal passato ad oggi, per rendersi conto che l’essere umano ha perso molto il contatto con se stesso, diventando un umanoide.

 Questo significa che ha le sembianze umane, mentre invece si comporta come un automa, qualcuno che si attiene ad un insieme di risposte automatizzate.

Si potrebbe parlare di macchina biologica umana, un insieme di meccanismi automatizzati con sembianze umane. Una trasformazione avvenuta nei secoli.

Infatti con l’avvento dell’industrializzazione l’uomo ha iniziato ad apprendere una nuova modalità di rapportarsi alla vita: lavoro, guadagno e sopravvivenza.

Il tempo ha acquisito un nuovo significato attribuibile solo all’impiego per il duro lavoro.

L’uomo si inizia a rapportare più con le macchine, con gli artifici industriali, acquisendo tutto un insieme di protesi che sostituiscono le proprie funzionalità.

Ad esempio l’automobile, la tv, il computer, la calcolatrice ecc. che da un lato hanno dato una notevole spinta al progresso (inteso come possibilità di comunicazione e spostamenti), mentre dall’altro hanno innescato un processo di atrofizzazione a livello organico.

Non a caso attualmente la maggior parte degli uomini e donne vanno in palestra per tenersi in forma. Una volta la vita quotidiana bastava per tenersi in forma.

In questa forma di progresso/regresso, si è andato acquisendo anche la capacità di comunicare più facilmente es. telefono, computer, skype, messenger, whatsapp ecc. perdendo l’abilità nel saper comunicare con empatia.

Se tutti avessero la capacità naturale di mettersi nei panni dell’altro, non ci sarebbe razzismo, guerra, conflitti ecc.

Tutto potrebbe essere risolto attraverso la comunicazione non violenta, alla base della quale vi è l’empatia.

Anche nelle facoltà di medicina non si coltiva più tra i futuri medici l’arte di essere empatici e si pensa più al raggiungimento di ruoli e funzioni specifiche che aumentino il prestigio e i guadagni.

Imparare a recuperare tale risorsa è un aspetto fondamentale per chi vuole coltivare il proprio sviluppo personale, in quanto crea una situazione di vantaggio nel proprio pregresso esistenziale.

Come prima cosa imparare a entrare in empatia con se stessi, aiuta nel sapersi ascoltare, a riconoscere i veri bisogni esistenziale da quelli indotti dall’esterno.

Nel lavoro l’empatia aiuta molto a creare relazioni fondate sulla collaborazione e non competizione. Quindi si viene a creare uno spirito di gruppo e di vicinanza tra i colleghi e dirigenti.

A scuola aiuta molto a comprendere bene i bisogni dei discenti, per cui si crea una relazione tra adulto e discente molto più funzionale e inoltre il bambino o ragazzo, acquisisce indirettamente anche lui la capacità di utilizzare l’empatia.

Insomma l’empatia è una delle risorse utile a tutti, in quanto apparteniamo alla razza umana, non siamo automi o umanoidi.

Saper essere empatici è qualcosa che attualmente va allenato, in quanto si è perso il contatto con questa risorsa, a meno che non si abbia avuto la fortuna di nascere in una famiglia dove i genitori hanno mantenuto il contatto con tale risorsa.

Per questo voglio consigliarti di immergerti in un fine settimana di lavoro sull’empatia:

  • Per capire cosa è veramente importante per te nelle varie situazioni e nella tua vita.

  • Imparare ad esprimere la tua verità con coraggio, chiarezza, onestà e rispetto.

  • Ascoltare la verità degli altri con apertura e curiosità, risvegliando la tua naturale capacità empatica.

  • Apprendere come gestire le differenze in modo soddisfacente per tutti.

  • Esprimere i tuoi limiti con dei chiari “no” e per ascoltare i “no” degli altri con curiosità.

  • Imparare a raggiungere i risultati che desideri, senza dover ricorrere ad accuse, lamentele o sensi di colpa.

  • Per risparmiare tanta energia (in genere impiegata nei conflitti), che puoi invece usare in modo più efficace per prenderti cura di importanti valori e progetti.

  • Acquisire la capacità di accrescere collaborazione e creatività nella risoluzione dei problemi.

  • Sviluppare maggior scelta, responsabilità e azione.

  • E, non da ultimo, per trasformare la società, partendo da te stesso!

Questa la risorsa che ti consiglio. Un evento dal vivo molto interessante:

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