Il Potere Invisibile

“Tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato.” (Marco, 11, 24) 

Un compito arduo quello di scrivere su questo argomento del Potere Invisibile.

Arduo per chi scrive, in quanto è difficile far comprendere qualcosa che non si vede. Questo perché siamo stati abituati a credere nel visibile, alla ciccia. Mentre invece tutto ciò che appartiene alla dimensione eterea, invisibile, viene considerata come irreale.

Anche se il compito è arduo, voglio inoltrarmi in questa sfida con me stesso.

In uno di questi giorni passati, come mio di solito svegliarmi al mattino prestissimo ed uscire di casa per lavoro, dopo essere arrivato alla stazione di SMN a Firenze, la quale alle 6,30 del mattino la trovo molto interessante come luogo, ho fatto colazione e poi mi sono lasciato catturare da un qualcosa che in questi giorni sembra normale vedere per le strade della città, mentre invece in me ha attirato l’attenzione.

L’albero di Natale che ho messo in foto. Sembra un albero normale, mentre invece a mio avviso ha qualcosa di speciale che sta ad indicare un aspetto molto interessante della nostra cultura.

Mi sono avvicinato ed ho iniziato a leggere i bigliettini che vi sono stati attaccati.

Tutti messaggi indirizzati a Babbo Natale, che sembra essere un atto consuetudinario, per chi è abituato a rimanere immerso nella normalità quotidiana, senza avere la spinta ad ergersi ad un livello più alto.

Ho iniziato a leggere i bigliettini e mi sono reso conto di un aspetto molto curioso.

Tra tutti i bigliettini ve ne erano solo 3/4 scritti da bambini. Lo si nota dal tipo di scrittura e dal contenuto. Per il resto, scritti da giovani studenti universitari o adolescenti  e qualche adulto, inteso come età anagrafica e non certo per maturità avvenuta.

Quello che mi ha indotto a riflettere, e come conseguenza decidere di scrivere questo articolo, è la domanda: “possibile che dopo l’infanzia si continua a credere in Babbo Natale?”

Questa è stata la domanda iniziale, da cui è nata come un fiume in piena, la riflessione che voglio sottoporre a chi legge.

Mi sono chiesto, e non certo rivolto ai bambini, ma a coloro che hanno superato la soglia dei 16 anni. Perché scrivono a Babbo Natale? Che cosa rappresenta per loro questa forma di scrivere i propri desideri ad un personaggio che è solo un icona della fantasia nei bambini?

Come prima cosa c’è da sottolineare che, desiderare è una limitazione. Come spiega egregiamente Igor Sibaldi nella tecnica dei 101 desideri.

Desiderare proviene dal latino che significa de- siderare, contrario di con-siderare.

“Sidera” sono le stelle, per cui desiderare significa scegliere tra le stelle, contrario di considerare che significa vedo come sono le stelle e mi adeguo alla situazione.

Se si desidera (de sidera), non si fa altro che fare come quando si vota. Destra o sinistra? In questo caso si rimane in un proposta fatta da altri. Quindi tornando ai desideri richiesti a Babbo Natale, non si fa altro che scegliere tra le cose proposte dalla società, dalla cultura e dall’educazione, strutturate secondo una logica del belare (significa creare pecore da indirizzare al pascolo, per poi finire al macello).

Secondo tale riflessione,  Babbo Natale diviene una icona del desiderio e della speranza. Questo significa, scegliere qualcosa. Non sono io ad ottenerlo, ma qualcosa che è fuori di me, un potere più grande che me lo concede o meno.

Un pensiero del genere comporta un diniego della responsabilità. Non sono io che decido, e quindi se non ricevo quello che chiedo, non dipende da me. Babbo Natale anche questa volta non mi ha ascoltato.

Inoltre babbo Natale in tal caso, rappresenta la speranza, la quale non è altro che un elemento di un processo più immenso, che va oltre le sfere della psiche conosciuta, in quanto appartiene alla dimensione dell’invisibile.

Per questo faccio riferimento alla fede. Un processo che “è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono” Charles Haanel. Uno dei fondatori del nuovo pensiero.

Quindi la speranza, non serve se non fa parte di un qualcosa di più ampio che è la fede, la quale è parte solo di colui che si prende la responsabilità di agire a livello di pensiero conscio per connettersi con il subconscio e quindi creare le cose che vuole.

Per concludere, bisogna stare attenti a Babbo Natale, il quale può contribuire a far crescere la fantasia dei bambini e uccidere la capacità del volere dei più grandi.

Focalizzare l’attenzione sulla speranza, senza utilizzare tutto il processo di creazione di ciò che si vuole, significa tarpare le ali al proprio potere di creazione.

Che cos’è questo potere di creazione?

Altro non è che la capacità di riconoscere una potenzialità dell’essere umano, cioè la creatività. Questa significa creare qualcosa dal nulla, come il creatore ha creato la terra.

Si è persa la capacità di sentire dove andare o cosa creare. Si è perso quel fondamento istintivo che porta verso l’alto. Non parlo di istinto di sopravvivenza, il quale appartiene solo al mondo animale. Mentre invece faccio riferimento all’istinto guida nella vita.

Non siamo solo carne e ossa, siamo qualcosa di più di cui è parte anche il corpo. Questa perdita di contatto con il proprio istinto che porta verso l’alto è comprensibile, in quanto siamo stati abituati a riconoscerci solo nella materialità.

La propria identità è in riferimento al corpo, alla propria immagine che si vuole dare all’esterno, secondo il proprio corpo.

Abbiamo perso il contatto con la dimensione spirituale. Abbiamo perso il riconoscimento della propria anima. Questo è il più grande peccato che possa esistere. Rifiutare la propria dimensione di essere UNO con tutto e con l’Universo.

Meglio sperare che Babbo Natale quest’anno mi faccia avere la cosa richiesta, che applicarmi per riconoscere le proprie potenzialità e quindi creare ciò che voglio. 

E’ più facile chiedere, che applicarsi per riconoscere la propria appartenenza al mondo degli Dei: “Come sopra, così è sotto” sempre una delle frasi di Ermete Trimegisto.

Mi auguro che un giorno si possa vedere un albero di Natale con tanti bigliettini dove leggere tutto ciò che ognuno vuole ottenere in quell’anno, con la consapevolezza che lo fa con cognizione di causa, per cui lo crea attraverso il processo naturale di creazione:

pensare

avere fede

agire

costruire

raccogliere i risultati

Il motivo per cui la Legge di Attrazione non funziona, è dato dal fatto che si crede ad un potere esterno che possa portarci quello che si vuole. Ecco perché si crede ancora a Babbo Natale e non alla Legge di Attrazione.

Uno degli scopi principali perché l’essere umano possa trovare una risposta al “perché sono qui?”

è trovare la risposta nella propria Realizzazione Personale, la quale si costruisce attraverso il riconoscimento e messa in opera delle proprie potenzialità.

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