Come uscire dalla sindrome del controllo

"Il controllo come forma di prelievo dell'energia nei confronti di  coloro che vivono nella propria gabbia psicologica"

In questo articolo voglio mettere in evidenza tutto ciò che ormai è evidente agli occhi di tutti, o meglio di tanti.

Solo che il mio intento è quello di evidenziare questa attitudine del controllo, attraverso una visione distante dagli occhi dei molti, per dare spazio a coloro (pochi), che coltivano la presenza e il lavoro costante su di sé.

Il controllo sembra essere una caratteristica delle società post industriale. Mentre invece dal punto di vista energetico, è qualcosa che si è sempre manifestato anche nelle culture molto antiche, arcaiche.

Per spiegare ciò è importante stabilire che vi sono due livelli di controllo.

1- Il primo è molto profano e ha a che fare con metodi rozzi e privi di ogni raffinatezza energetica.

Faccio riferimento al controllo materiale.

Abbiamo assistito e ancora assistiamo a risultati evidenti del controllo sulle risorse alimentari, con l’utilizzo di agenti chimici, per ciò che concerne prodotti ortofrutticoli o controllo nella gestione dell’allevamento animale.

Poi assistiamo al controllo atmosferico, al controllo delle comunicazioni, per posi passare a un livello un po più sofisticato che è quello psicologico.

Niente a che vedere con il prossimo tipo di controllo che andrò a mettere in evidenza, il quale è visto solo da pochi.

Il controllo psicologico viene attivato nei confronti delle masse, le quali sono esseri con sembianze umane, ma ancora incastrati nelle proprie dinamiche psicologiche della paura, della frustrazione, del senso di colpa, del rimuginare e dell’incolpare l’altro.

Dinamiche queste ultime, che affiancate alla reattività del lamentarsi e del giudicare, fanno di questo essere con sembianze umane (che poi sono la grande percentuale sfruttabile), una vittima della propria vita dentro il carcere mentale.

Il quale non è costruito da nessuno, tranne che da se stessi.

Questo carcere mentale costruito da se sessi è il luogo dove ci si può liberare, al prezzo del divenire consapevoli dei propri meccanismi automatizzati legati al proprio corpo fisico, corpo emozionale e corpo mentale.

Tale forma di controllo auto-imposto, è solo il risultato delle proprie scelte fatte nel passato, attivando la legge della causa-effetto.

2- Ora, voglio analizzare un tipo di controllo molto più sottile, non evidente ai molti.

Tale forma di controllo, utilizzato dal potere, a tutti i livelli (economico, culturale, sociale e politico), proprio perché non evidente a gli occhi dei profani che hanno assunto sembianze umane e che tuttavia di umano hanno solo le sembianze.

Esiste un tipo di controllo attivato ad un livello superiore, che agisce a livello energetico.

Oltre al corpo fisico, corpo emozionale e corpo mentale, esiste il corpo astrale, che ha una consistenza ancora più sottile rispetto al movimento delle emozioni.

Per cui la rabbia si manifesta ed è evidente. Mentre invece nutrirsi dell’energia altrui risulta non visibile.

Tranne per coloro che hanno attivato un cammino iniziatico, volto alla conoscenza dei piani sottili, attraverso un lavoro su di sé.

Questo è un tipo di lavoro che va ad affrontare le problematiche legate al proprio carcere mentale e poi successivamente all’apertura di canali energetici.

Questi canali, guidano il percorso di coloro che hanno abbandonato le sembianze umane e si stanno proiettando nel mondo umano reale, dove i piani materiali e quelli spirituali iniziano a collegarsi senza ostacoli psicologici.

Ma torniamo alla forma di controllo a livello energetico, molto subdolo e penetrante nel mondo terreno.

In particolare, attualmente, i più, che si palesano come salvatori della salute altrui, attraverso mezzi illeciti contro il rispetto dei diritti umani, agiscono solo per i propri loschi scopi di controllo.

A livello astrale il controllo è molto più sottile.

Le forme pensiero ed emozionali, agiscono ancora in modo più subdolo, nutrendosi delle paure, frustrazioni e altri meccanismi psicologici di chi ha sembianze umane e che invece fondamentalmente, vive ancora a livello della reattività animale.

Chi ha il potere del controllo a livello energetico (e non mi soffermo su tali sembianze che appartengono al mondo demoniaco), va a fare breccia proprio in chi è ancora rinchiuso nel proprio carcere mentale.

Si nutre di questi, attraverso la loro energia.

Chi vive la paura della morte, è posseduto da tale forma energetica, la quale nutre chi detiene il controllo a livello astrale.

A questo punto il lettore un poco più astuto, il quale riconosce in questa descrizione il proprio vissuto, si potrà chiedere “cosa posso fare per uscire da questo carcere mentale e non lasciare che si nutrano della mia energia?

La risposta non si può racchiudere in poche righe e andrebbe approfondito.

Tuttavia la via da percorrere è iniziare un serio lavoro su di sé, sulla consapevolezza, sul riconoscere le proprie paure, la propria reattività e soprattutto l’incapacità di smettere di lamentarsi e giudicare.

Attraverso un lavoro del genere, si inizia ad allargare le sbarre della propria prigione mentale, per cui liberarsi da tali meccanismi e riconoscere il proprio potere di costruire una connessione con quell’energia che è il fondamento del proprio vissuto qui ed ora.

Tale connessione è la trama che muove tutto l’universo e rende il piano esistenziale umano, un trampolino di lancio per accedere ai piani superiori di esistenza.

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