Uscire dalla Psicosi collettiva

Con questo articolo voglio dare voce alla mia riflessione su come si sta muovendo il mondo in questo periodo.

Al Lupo!!!!

Questa è l’area che si respira attualmente nella nostra società.

Come se dovessimo stare attenti a qualcuno o a qualcosa, senza rendersi conto che l’attenzione se non va utilizzata per il lavoro su di sé, per esprimersi come forma di energia, viene assorbita da esseri che appartengono all’energia suprema del Diabolus.

Nulla di religioso, ha a che fare con questa forma di energia, mentre invece è una forma di energia primordiale, in quanto nel movimento di questo mondo vi sono due energie: Angelos e Diabolus.

In entrambe i casi abbiamo energia e quando l’uomo sceglie di lasciarsi andare al Diabolus, inizia a considerare la dualità. Giusto/sbagliato; amore/odio; forte/debole; giovane/vecchio esterno/interno ecc.

Tale dualità determina il vissuto esistenziale di chi crede che la sofferenza possa essere respinta, relegarla al proprio subconscio, per dare spazio al possesso, alla brama, alla lussuria, al potere, alla frode ecc.

Nel caso dell’energia Angelos, questa si manifesta nell’unità. Senza separazione. La vita si vive nella piena manifestazione della volontà suprema, che rappresenta la volontà causale.

Ma soffermiamoci un poco su tale forma di energia che è quella suprema, in quanto generata dal creatore.

Chi nasce a questo mondo, non è in possesso della chiarezza e soprattutto della consapevolezza, manifestazione dell’energia Angelos.

In quanto entrare nella vita, significa scendere sulla terra, come anima, per reincarnarsi e continuare la propria evoluzione in questa scuola chiamata vita.

Nel momento in cui nasce, si entra nella dualità. La terra è invasa dall’energia Diabolus (etimologicamente significa proprio separatore, accusatore, calunniatore).

Questo non significa che non si possa scegliere l’altro tipo di energia che è Angelos. Tale scelta dipende da ciò che l’Anima ha bisogno per evolvere.

Mettiamo il caso di un gangster, il quale come anima ha sviluppato molte caratteristiche, solo che ha bisogno di conoscere la compassione e l’amore.

In tal caso se gli è dovuto conoscere, ciò avverrà in questa vita o forse in un altra. Questo non dipende dalla propria volontà casuale, caratteristica dell’uomo.

Ora veniamo al dunque:

in questa fase del nostro viaggio su questa terra, ci troviamo ad assistere a varie manifestazioni di pazzia, come ad esempio l’aumento di paura, che ha instaurato una forma vera e propria di psicosi collettiva.

Siamo bombardati da messaggi che alimentano tale stato e si perde la cognizione di dove si è e cosa si può fare.

Un esempio è la psicosi del complotto. E’ evidente che molte persone vivono credendo di non poter fare nulla, di fronte al potere forte delle banche e dei politici. Mentre invece non è così. Questa è solo una forma di psicosi collettiva.

Il nemico, o colui che deve essere combattuto, non è fuori di noi, ma proprio dentro di noi, in quanto viviamo nella dualità.

E’ inutile mettermi a citare la saggezza trasmessa da vari Maestri, provenienti da molto lontano. Cito solo una frase di Ermete Trimegisto: ” Se vuoi cambiare il tuo stato d’animo o il tuo stato mentale, modifica la tua vibrazione. “

Il nemico non è altro che la manifestazione di una vibrazione bassa, del Diabolos.

Quando hai un nemico fuori, vivi nella dualità e dai adito alle manifestazioni del piano ancestrale malefiche, di alimentarsi di tale energia.

Non si può valutare solo ciò che si vede, in quanto i piani spirituali sono diversi. Questi piani sono manifestazione di energia.

L’unica possibilità che si ha per uscire da questa psicosi collettiva, è il lavoro su di Sé.

Questo significa attraversare l’Ade, il regno dei morti, la sofferenza.

Riuscire ad attraversare la sofferenza, significa raggiungere la riva della consapevolezza del Sé.

In tal caso è bene spiegare ai meno consapevoli, che l’uomo medio, vive identificato con la propria personalità, senza sapere che lui è un Sé. Questo significa che è un anima che vive in un corpo. Da qui la falsa identificazione con la propria personalità e soprattutto il credere che sia reale solo ciò che si vede.

Fatto chiarezza su ciò, bisogna considerare che il lavoro su di Sé, rappresenta la capacità di lasciare andare l’identificazione con il proprio corpo e entrare nel proprio aspetto naturale del Sé.

Ovviamente non è detto che chi inizia un tale lavoro, riesca a riconoscere il proprio Sé. Ma questo per ora non ci riguarda.

Uscire dalla psicosi collettiva, significa intraprendere un percorso di Consapevolezza, in modo da riuscire a vedere ed accettare i proprio “IO” che caratterizzano l’identificazione con la personalità.

Un esempio è proprio credere che ci sia il nemico fuori. Non è altro che un “IO”. In tal caso la personalità (strutturata secondo un corpo fisico, corpo emozionale e corpo mentale), agisce nella dualità in quanto non conosce come esperienza l’unità. In tal caso crea il nemico, qualcuno o qualcosa da combattere.

Dietro a questo “IO” esiste la paura di morire, la paura di essere sopraffatto, la paura di apparire debole, la paura di non essere riconosciuto.

Ma guardare in faccia a questo “IO” e soprattutto accettarlo, fa male. Bisogna sentire dolore e questo nessuno lo vuole.

Ma c’è un aspetto che non viene preso in considerazione. Nello stato di psicosi collettiva si soffre lo stesso. Allora perché soffrire per niente? Forse non è meglio soffrire nel vedere dentro di sé e forse si può approdare all’Unità?

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